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Il caso in esame riguarda la domanda risarcitoria di una coppia di turisti i quali, durante il proprio viaggio di nozze, sono stati vittime dello smarrimento del bagaglio da parte del vettore aereo Eurofly sul volo Roma Cancun GJ 2088. I neo sposi hanno rivolto la propria domanda direttamente nei confronti di Eurofly senza nulla chiedere al Tour operator “Jato Travel” organizzatore del viaggio denominato “Merengue Caraibico”, presso il villaggio “Don Villan” di Cancun.
Nonostante l’evidente responsabilità della Eurofly, tale vettore aereo, convenuto in giudizio ha, in primo luogo, eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva (rectius, titolarità passiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio), sostenendo che, avendo gli attori acquistato “un pacchetto turistico tutto compreso”, essi, a mente dell’art. 14 del d. l.vo 111/95, avrebbero potuto convenire esclusivamente il venditore ovvero l’organizzatore del viaggio, i quali solo, se del caso, avrebbero potuto agire in rivalsa nei confronti del vettore aereo. Il Tribunale di Marsala, correttamente, ha ritenuto l’eccezione totalmente infondata. Contrariamente a quanto sostenuto dalla parte di Eurofly, infatti, l’art. 14 del D.Lgs. 111/95 non istituisce affatto una “legittimazione passiva” esclusiva in capo all’organizzatore od al venditore di un viaggio tutto compreso, ma si limita a prevedere che essi possano essere convenuti in giudizio per il mancato od inesatto inadempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, facendo salvo il loro diritto di rivalersi nei confronti dei prestatori di servizi di cui si sono avvalsi. La legge non dice (né potrebbe dire, a pena di violazione palese degli artt. 3 e 24 della Costituzione) che al consumatore è precluso di rivolgere direttamente le sue richieste risarcitorie al diretto autore del danno, ma si limita a prevedere, in un’ottica di favore del viaggiatore, una legittimazione concorrente del venditore ed organizzatore anche per i servizi non direttamente prestati da costoro, ma dagli stessi “scelti” per il cliente e con il medesimo pattuiti. Inoltre la compagnia aerea Eurofly dimostra di ignorare nel caso di specie la legge 27 dicembre 1977, n. 1084 che ha rattificato e dato esecuzione alla Convenzione Internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV) firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970, li dove all´art. 15 n. 4, espressamente prevede, che: “il viaggiatore ha diritto a un´azione diretta contro terzi responsabili per un indennizzo totale o complementare del pregiudizio da lui subito”. Il tenore letterale di tale articolo, attesa la sua inequivocabile chiarezza, non induce in alcun altra interpretazione sulla ovvia legittimità passiva del vettore aereo eurofly, riguardo alle responsabilità concernenti l’inadempimento del contratto di trasporto dalla stessa eseguito. D’altro canto, anche volendo esulare sul chiaro ed incontestabile richiamo normativo, il ragionamento di tale vettore appare privo di logica. Tale ipotesi infatti, determinerebbe una c.d. isola felice per il Vettore aereo che opera voli charter il quale non potrebbe mai essere chiamato a rispondere in via diretta del proprio inadempimento da parte del passeggero. È evidente che la ratio sottesa alla normativa turistica è quella di agevolare il consumatore, offrendogli un interlocutore diretto in termini di responsabilità al quale rivolgere le proprie pretese (anche) risarcitorie, conformemente al concreto atteggiarsi di un’operazione negoziale che, sul versante del consumatore, materialmente si realizza con l’intervento immediato e primario del venditore e/o dell’organizzatore dei viaggi organizzati. Ed è del pari evidente che tale ratio può giustificare solo la previsione di una titolarità passiva concorrente del venditore ed organizzatore (salvo il suo diritto di rivalsa), ma non certo una sua irragionevole titolarità esclusiva in ipotesi di danni concretamente arrecati da soggetti altri. Deve ritenersi, pertanto, che l’acquirente di un viaggio tutto compreso, al di là dell’azione contrattuale nei confronti del venditore od organizzatore, possa esperire un’azione risarcitoria direttamente nei confronti del vettore aereo (o di altro prestatore dei servizi acquistati con il pacchetto), tanto a titolo contrattuale, dovendosi il consumatore configurare come un terzo in favore del quale è stato stipulato il (o comunque “protetto” dal) contratto di noleggio del velivolo e trasporto dei passeggeri (sull’ambito della figura in questione si veda Cass. Civ., Sez. III, 26.1.2006, n. 1698; Cass. Civ., Sez. III, 29.7.2004, n. 14488; Cass. Civ., Sez. III, 14.7.2003, n. 11001), quanto in via aquiliana. Nel caso di specie gli attori hanno esperito l’azione contrattuale (in qualità di terzi beneficiari o protetti), come si ricava agevolmente dall’espressa menzione del contratto di acquisto del pacchetto turistico tra i fatti costitutivi della domanda.
Avv. Fabio Collavini

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