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La Vicenda: La famiglia Rossi richiedeva alla Alpitour la restituzione del prezzo del viaggio non fruito ed il connesso danno da vacanza rovinata, lamentando la totale incuria e manutenzione da parte dell’organizzatore del viaggio di tutta l’area balneare di pertinenza del villaggio in Messico della Alpitour

I Turisti lamentavano che l’accesso al mare era pregiudicato da ammassi di alghe lasciati in macerazione sull’area antistante da parte del personale del villaggio e da covi di insetti che impedivano anche solo di avvicinarsi al bagnasciuga.

La domanda veniva altresì corredata dalla contestazione di altri servizi essenziali oggetto del contratto di viaggio, come quello del servizio mini club, scelto dai turisti che viaggiavano con una bambina di 7 anni.

Seppur Alpitour non avesse svolto alcuna effettiva difesa, il Giudice di Pace di Roma, senza una specifica valutazione del caso, rigettava la domanda sul presupposto che le alghe fossero un fenomeno naturale e che l’assenza del servizio di mini-club, non avrebbe creato nessun pregiudizio per i turisti.

Alpitour, nonostante l’impugnazione della sentenza in secondo grado da parte dei turisti, ha deciso di notificare atto di precetto avverso i propri clienti, intimandogli azioni esecutive ed il pignoramento dei propri beni, in caso di mancato pagamento di Euro 600.

Quanto è cambiato il settore del turismo!

Tale vicenda, al di là delle connotazioni processuali o della eventuale riforma della pronuncia nel grado di appello, accende un’allarmante spia sul valore che l’organizzatore di viaggi Alpitour rivolge al rapporto con i propri clienti.

In controtendenza con le attività di promozione turistica legate ad una riapertura del settore, Alpitour ha infatti deciso di attaccare esecutivamente i conti dei viaggiatori, per 600 euro.

Tale decisione lascia estremamente perplessi, atteso che solo qualche anno fa, gli organizzatori di viaggio non avrebbero mai ipotizzato di aggredire i propri turisti, considerandoli linfa vitale della propria attività e motore propulsivo della loro espansione in un mercato estremamente competitivo.

Chiunque operava nel settore turistico, organizzatori, fornitori di servizi, avvocati e consulenti, avevano l’unico comune interesse di tutelare ed assistere il turista nel corso della propria vacanza, garantendogli ogni ristoro per quanto lamentato durante il soggiorno all’interno del villaggio.

Non è in discussione, ovviamente, il diritto della Alpitour di richiedere ai turisti il pagamento della condanna alle 600 euro disposta dal giudice capitolino, ma, pensare che un tour operator che si professa leader nel settore dell’organizzazione turistica con un capitale sociale di 41.262.014 milioni di euro, aggredisca esecutivamente dei clienti insoddisfatti, che avevano acquistato un viaggio per decine di mila euro, lascia più di una perplessità su come sia cambiato il modo di fare turismo in Italia.

La famiglia Rossi, inoltre era una fidelizzata del marchio Alpitour meritando diversa tutela e comprensione per aver visto svanire il proprio sogno di trascorrere una settimana all’insegna del mare e del relax.

Tale considerazione, come detto, esula delle risultanze processuali, spesso dipendenti da cavilli o da peronalissime determinazioni dei giudici di merito non sempre condivisibili, ma si riferisce ad un concetto di fiducia, correttezza, assistenza, che una volta caratterizzava l’universo dei viaggi organizzati e dei villaggi turistici.

Non è cosi lontano, infatti, il periodo in cui i viaggiatori si identificavano nel marchio che caratterizzava una idea di vacanza (si pensi alla Valtur o al Club Med), pronti a sostenere lo spirito trasferito in ogni villaggio da parte dell’organizzatore.

Dispiaciuti per la politica che Alpitour ha deciso di adottare nel 2021, si ritiene che il management di una grande realtà imprenditoriale come la S.p.a. torinese, dovrebbe riscoprire ed apprezzare l’importanza del rapporto umano con i propri turisti, specialmente in un periodo in cui è fondamentale rilanciare il settore turistico.

Agire esecutivamente nei confronti di chi per anni ha scelto il marchio Alpitour non è la strada giusta.

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