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Si ricorda a tutti i lettori che finalmente è stata fatta chiarezza sulla documentazione che le compagnie aeree devono obbligatoriamente esibire in giudizio per giustificare il proprio inadempimento contrattuale nei confronti delle richieste risarcitorie avanzate da parte dei passeggeri.
L´art. 942 del codice della navigazione e l´art. 19 della Convenzione di Montreal (che disciplina i trasporti internazionali) statuiscono che il vettore è sempre responsabile per danno da ritardo o da cancellazione a meno che non provi con documentazione ufficiale degli organi di controllo e gestione aeroportuale e/o meteorologica l´assoluta impossibilità della partenza.
L´onere della prova in capo al vettore aereo circa l´assenza di responsabilità grava, dunque, in modo estremamente oneroso sul vettore, tanto che univocamente i Giudici italiani ed europei hanno deciso che, in caso di guasto tecnico o mancata partenza a causa di condizioni atmosferiche avverse, sussiste la colpa della compagnia aerea se questa non prova con documenti ufficiali (e non con documentazione interna) la sussistenza di una causa imprevedibile e di forza maggiore.
La precisazione si è resa necessaria per limitare l´atteggiamento ostativo delle compagnie aeree comunitarie di coltivare giudizi con mero intento dilatorio e defatigatorio in danno del passeggero. In passato, infatti, i vettori aerei ritenevano sufficiente depositare un documento redatto dalla stessa compagnia aerea per avvalorare la tesi difensiva del verificarsi di un guasto tecnico o di una causa metereologica impeditiva della partenza.
Non era più ammissibile la condotta delle compagnia aeree di precostituirsi autonomamente documentazione difensiva ad hoc.
In sostanza non basta più al vettore aereo affermare, – magari depositando la documentazione interna della stessa compagnia aerea, – che a causa del mal tempo il volo non è potuto partire in tempo, ma è tassativamente richiesto un attestato di un terzo organismo autorizzato a certificare la causa di forza maggiore e l´incidenza sulla operatività del volo (si pensi ad esempio ad un pilota che, per eccessiva prudenza, decida di non partire in condizioni meteorologiche che avevano permesso il decollo di aerei dello stesso tipo).
Eppure, nonostante questo quadro normativo, alcune primarie compagnie aeree internazionali, come ad esempio la British Airways, Alitalia, AirFrance e Delta affrontano ancora giudizi civili nonostante la propria palese responsabilità contrattuale, utilizzando come unica argomentazione difensiva una documentazione interna (addirittura con timbro del vettore), priva di alcun effetto probatorio ed in alcun modo utilizzabile in sede processuale.
Quanto rappresentato è stato puntualmente confermato anche dalle associazioni dei consumatori che hanno pubblicato la notizia di un dirigente della Confconsumatori di Grosseto che “trovatosi alla prese con una compagnia aerea in una fattispecie di soppressione di un volo internazionale per presunto maltempo con arrivo alla destinazione prescelta con 35 ore di ritardo ha citato in giudizio la primaria ed internazionale compagnia aerea dinanzi al Giudice di Pace di Grosseto. Il Giudice con una sacrosanta sentenza ha condannato la compagnia aerea al rimborso del costo del biglietto statuendo che grava sul vettore l´onere di provare la causa di forza maggiore invocata, nel caso il maltempo, attraverso documentazione rilasciata da autorità governativa con l´indicazione precisa delle condizioni meteo.
Inoltre il Giudice ha altresì stabilito che le attestazioni rilasciate da funzionari della compagnia operanti in altro Stato non hanno alcun valore probatorio, ma ritardi da scioperi, neve od altro devono risultare da documenti ufficiali delle autorità aeroportuali.
Ci associamo pertanto al monito delle associazioni dei consumatori sottolineando l´importanza che i viaggiatori prendano coscienza dei loro diritti non si rassegnino di fronte alle inadempienze di colossi internazionali.
Avv. Fabio Collavini

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